Un luogo “magico”

COFFEE BREAK

La sessione invernale universitaria mi ha inghiottito totalmente e non sono riuscita a presentarvi in tempo questo “magico progetto”, ma posso recuperare subito!

Ho intervistato Mariachiara, la creatrice del blog Feniceinpigiama, che da qualche mese ha fondato un piccolo gruppo di lettura in provincia di Napoli: I Bookstoppisti di zia Fenice.

In una realtà culturale particolarmente povera, come quella che stiamo vivendo oggi, le idee che cerca di realizzare Mariachiara sono paragonabili ad un fiore tra l’asfalto. Quindi sedetevi con caffè napoletano alla mano (il caffè americano lasciamolo alle foto per Instagram) e dedicate qualche secondo a questo articolo, che altro non è che l’intenzione di far conoscere un valido progetto giovanile in cui credo molto, e non sono l’unica.

Come nasce il blog FeniceInPigiama? 
FeniceInPigiama nasce molti anni fa per una semplice esigenza personale di condivisione di riflessioni su svariati argomenti, primi fra i quali letteratura ed arte (mio ambito di studio e lavoro). Ma all’epoca non lo curavo ne avevo idea di cosa volesse dire essere  una “blogger”, quindi lo aggiornavo di rado fino ad averlo poi abbandonato del tutto. È solo dalla metà del 2018 che ho ripreso in mano il blog in maniera seria proponendomi un nuovo obiettivo: quello di essere uno spazio online che sì, mi permetta di condividere i miei pareri in merito a ciò che leggo e con cui entro in contatto (mostre, opere d’arte, teatro, ecc. ), ma che voglia in primis essere un “ritrovo” per amanti dell’arte in tutte le sue forme, nel quale gli esordienti (ma anche i lettori e fruitori dei contenuti proposti) possano sentirsi liberi di esprimersi. Ecco che dunque nascono attività volte a questa finalità, tra le quali spiccano le rubriche #PensieriInVersi ed #ArteInPillole, nonché la nascita di un gruppo di lettura, I Bookstoppisti di Zia Fenice

Come funziona il Gruppo Di Lettura (GDL) del blog? 
È sempre difficile conciliare i gusti letterari e le “abitudini” di ogni singolo lettore. Indubbiamente ognuno ha dei gusti letterari specifici, predilige un certo tipo di letture rispetto ad altre e ha proprie tempistiche e modalità. Proprio per questo molto spesso si preferisce optare per la lettura solitaria. Per questo gruppo semplicemente sto cercando di seguire la regola: piena libertà e niente restrizioni. Come dice anche la descrizione del Gdl, il nome Bookstoppisti nasce dalla metafora di un pulmino nel quale, a seconda dei titoli scelti a maggioranza, colui o colei che vuole farne parte può scegliere o meno di partecipare alla lettura condivisa senza sentirsi “obbligati” a leggere per poter partecipare alla discussione oppure ai vari incontri mensili (quindi metaforicamente, ognuno è libero di salire o scendere dal bus). Infatti sia gli incontri che le discussioni, ma anche le live facebook di Feniceinpigiama, sono assolutamente aperte a chiunque voglia far parte dei Bookstoppisti o a chiunque sia semplicemente curioso di conoscerci. 

Insomma tutto molto democratico e leggero. 

Il logo dei Bookstoppisti.

Come riesci ad organizzare tutte le attività, le collaborazioni e tutto ciò che comporta il mondo di Feniceinpigiama? 


All’inizio, essendo un blog personale, non dovevo fare nessuno sforzo né chissà quale preparazione per scrivere gli articoli. Non avendo alcuna attività in corso sul blog, non mi era richiesto di fare molto se non leggere, vedere una mostra o comunque qualsiasi cosa fosse conforme alla sfera artistica, per poi parlarne. Adesso però, cambiando ottica e soprattutto obiettivi, alcune persone a me molto vicine hanno creduto nell’iniziativa di FeniceInPigiama, hanno voluto portare idee, progetti e tanto altro, a tal punto da diventare a tutti gli effetti un vero e proprio team di lavoro, quello che simpaticamente chiamo Staff. 

Sei molto interessata all’arte. Cos’è per te?

Per me l’arte è una forma di linguaggio là dove le parole non bastano per descrivere un’emozione. In particolare, per me l’arte è il linguaggio dei “diversi”. Se solo pensi a quanti esempi abbiamo nel mondo dell’arte di persone (mi piace sempre definirli persone prima ancora di artisti) che non sono stati accettati, che sono stati etichettati come “non normali” dalla società del tempo in cui sono vissuti. Se pensi come tutt’oggi persiste questo modo di pensare, allora forse puoi comprendere fino in fondo perché considero l’arte come la voce che rompe e romperà sempre gli schemi imposti dalla massa. 


Parlaci del tuo libro preferito! E’ sempre la domanda migliore da fare a chi legge tanto.

Domanda difficile. Ho molti libri che definisco “della vita” ma per rispondere a questa domanda mi affiderei ad un romanzo che mi ha accompagnato in un periodo molto difficile, e che mi ha consentito di cambiare completamente prospettiva nei confronti della vita e del modo di concepire le relazioni: quindi ti direi subito Murakami Haruki ed il suo (diventato un po’ mio) L’incolore  Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio. È la storia di un ragazzo che improvvisamente si trova a fare i conti con l’improvvisa scomparsa dei suoi migliori amici. Questo evento è solo il preludio di quello che sarà il suo percorso, per definirsi e capire cosa è accaduto e perché. È uno di quei libri che una volta finito di leggere ti cambia profondamente. Non sarai più la stessa lettrice. Non sarai più la stessa persona. Per lo meno questo è quello che è capitato a me. 

Quali autori e titoli consiglieresti ad un giovane lettore?
Io sono dell’idea che un giovane lettore debba buttarsi verso qualcosa che lo attiri, indipendentemente dal genere e dall’autore. La lettura è un’avventura tutta personale e deve essere un qualcosa di assolutamente divertente. Se proprio dovessi consigliare qualche titolo però direi sicuramente la Rowling con Harry Potter, oppure tutta la produzione di  Calvino per ragazzi. 


Come vorresti che diventasse Feniceinpigiama tra dieci anni?

Non lo dico per scaramanzia ma vorrei sicuramente che continui ad essere un “luogo” dove lettori, emergenti nel mondo dell’arte e della letteratura, si sentano a casa e che continuino dunque a rendere Feniceinpigiama un crocevia di pensieri, creatività e passioni condivise.


Concludiamo. Cosa ti auguri per FeniceInPigiama ora? 
Mi auguro che possa ottenere molto riscontro positivo per quanto riguarda i contenuti e soprattutto spero che diventi davvero un vero e proprio circolo virtuale di talenti che diffondono “la cultura del bello”. Dobbiamo sfatare un po’ il mito che chi ama leggere o “diffondere” cultura sia noioso. Il gruppo dei Bookstoppisti è la prova di fatto che i lettori tutto sono fuorché persone noiose.  

Qui di seguito lascio tutti i link per sostenere questo “magico” progetto!

https://feniceinpigiamait.wordpress.com/

https://www.instagram.com/feniceinpigiama/

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